Dopo un anno e mezzo a Roma e quasi un anno di utilizzo giornaliero della Metro B, oltre ad aver scoperto il piacere della sauna in estate, mi sento pronto a stilare, in pieno stile "Le Iene" la classifica delle 10 persone che non vorresti mai incontrare sulla Metro di Roma.
10- L'insicuro: l'insicuro è quella persona che ha paura di sbagliare qualunque movimento all'interno della metro. Lo vedi insicuro a salire, a sedersi, a scendere. Lo riconosci perchè quando la voce al microfono ripete: "Basilica San Paolo, prossima fermata Garbatella, Basilica San Paolo, next stop Garbatella" pur essendoci ovunque cartelli con la lista delle fermate della Metro, lui si avvicina a te e con fare timido ti domanda: "scusi... la prossima è Garbatella??"
9- L'ansioso: l'ansioso è quella persona che ha una paura matta di non riuscire a scendere dalla metro. Lo riconosci perchè circa 4 fermate prima della propria tenta di avvicinarsi alla porta, è nervoso, si muove, tenta di passare avanti, di infilarsi tra una persona e l'altra. Giunto alla fermata precedente alla sua, anche se la metro pullula di gente e tu sei schiacciato con la faccia sulla porta e non puoi neppure muovere la testa, lui è comunque pronto a sciorinarti l'odiosa frase che lo contraddistingue: "scende alla prossima??"
8- L'ansioso violento: l'ansioso violento è un particolare tipo di ansioso che evita l'utilizzo dell'Odiosa Frase, sostituendola con le sue qualità fisiche che lo pongono a metà tra un karateka e un giocatore di football. Di quest'ultimo utilizza la forza fisica per spostare a spallate le persone che si frappongono fra se e la porta, mentre del karateka utilizza l'agilità e i movimenti rapidi che gli permettono di sfruttare qualunque spazio disponibile per passarti avanti e avvicinarsi alla tanto agognata uscita.
7- L'impalato: l'impalato è il più grande avversario dell'ansioso. E' quella persona che salita sulla Metro a Laurentina, pur dovendo scendere a Rebibbia (Rebibbia e Laurentina sono i due capolinea) e pur trovandosi in una carrozza totalmente vuota, si piazza davanti alla porta e, sostenendosi con entrambe le braccia ai due corrimano laterali, rende impossibile il passaggio a chiunque voglia scendere dalla metro. La presenza di più di un impalato provoca spesso accalcamenti di centinaia di persone nel metro quadro davanti la porta d'uscita e desolazione nella rimanente parte del vagone.
6- La coppia innamorata: La coppia innamorata è quella coppia che pur in una situazione di calca disumana che neppure a La Mecca durante il Ramadam, non riesce a resistere all'irrefrenabile istinto di mostrare al mondo il proprio amore. E pertanto si vede costretta a scambiarsi carezze, abbracci e slinguazzate varie il tutto con 40 gradi e una coltivazione di virus all'interno del vagone che nemmeno nelle stanze più segrete del Pentagono. Quando questo tipo di effusioni, data la calca, avvengono a 5 cm dal tuo viso con annessi urti dovuti allo scarso equilibrio dei due "baciatori" ti sovviene l'istinto di dare ai due piccioncini le tue chiavi di casa urlandogli "ecco!!! sfogatevi e non rompete chi sta andando a lavoro!!"
5- L'allergico all'acqua: l'allergico all'acqua è quella persona che nella vita avrà avuto si e no 4/5 contatti con l'acqua (e di breve durata). Non si spiegherebbe altrimenti l'olezzo fastidioso che emana dal proprio corpo e dai propri abiti. La puzza dell'allergico all'acqua la riconosci immediatamente appena salito nel vagone del treno e dopo circa 5/6 secondi capisci anche da dove proviene. La persona suddetta infatti è l'unica a godere di uno spazio libero parecchio esteso senza nessuno vicino a parte i cadaveri di coloro che non ce l'hanno fatta ad allontanarsi per tempo
4- Il malaticcio: il malaticcio è quella persona che dopo essere salita in metro ed essersi seduta affianco a te, inizia a dare vita ad un vasto repertorio di starnuti, tosse, naso che cola, pruriti, pustole, vesciche ed eruzioni cutanee. Generalmente tale individuo lo si individua con un attimo di ritardo, quell'attimo che non ti permette di alzarti dal posto senza risultare scortese e che al tempo stesso ti garantisce una serie di malattie infettive per i prossimi sei mesi
3- L'equilibrista: l'equilibrista è quell'individuo che, fiducioso nei suoi mezzi fisici, pensa che sia inutile utilizzare i corrimano per tenersi e pertanto tenta di mantenersi in piedi barcollando in funzione dei movimenti della metro. Chiunque ha avuto il piacere e l'onore di utilizzare la metro B, sa bene che le variazioni continue e brusche di velocità, probabilmente dovute a conducenti buontemponi, sono frequenti e pertanto il tentativo dell'equilibrista di rimanere all'impiedi risulta vano ed inefficace e il suo corpo inizia a rimbalzare su tutte le persone del vagone. Da persona educata qual'è ad ogni scontro ripete: "mi scusi" e tu educatamente vorresti rispondegli "scusa sta minchia.." ma fai finta di niente e soffrendo gli dici "fa nulla!"
2- Il Lettore accanito: Il lettore accanito è un particolare tipo di equilibrista che fa della lettura "equilibristica" il suo passatempo preferito all'interno della metro. Il suo ruolo si pone a metà tra un equilibrista e un impalato in quanto in nome della cultura si sente giustificato a piazzarsi davanti all'ingresso della metro e a non spostarsi per alcun motivo al fine di non disturbare la propria concentrazione. Tutto ciò ovviamente senza sostenersi, in quanto le mani sono impegnate a sorreggere il libro abbastanza in alto, in modo da far vedere a tutti gli altri viaggiatori quale profondo autore è impegnato a leggere.
1- Il conducente chiacchierone: il conducente chiacchierone per la Legge di Murphy lo si incontra sempre quando si è in ritardo (tutti i giorni nel mio caso). Tale conducente si trova spesso a Magliana ed è in attesa di sostituire il collega della vettura in arrivo che finalmente va a godersi il meritato riposo (e a fare la pipì). Tale individuo, non aspetta, come logica vorrebbe, il treno a bordo banchina per poter subito prendere il posto dello stanco collega.. NO.. lui aspetta in stazione (probabilmente al bar) e si muove solo dopo l'arrivo e la sosta del treno. E' in quel momento che invece di correre verso la locomotiva, trotterella sulla banchina tentando di colloquiare con chiunque incontri, in particolare con il povero conducente "uscente" che non riesce così ad andare a casa come vorrebbe. Mentre un treno intero (con 2000 persone dentro) lo aspetta, lui chiacchiera del più e del meno, si lamenta del lavoro, dell'Italia e del Mondo. L'allarme collisione con il treno che lo segue è l'unico motivo che lo riporta alla realtà e lo costringe, irritandolo non poco, a cominciare a fare il proprio lavoro.


1 commento:
questo è davvero geniale...
fortuna che vivo vicino al mio ufficio e faccio solo 5 minuti di macchina!!!
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